Jump to Content

My blog | About me | Contact me

www.markhertsgaard.com / articles / Il caldo che verrà

Il caldo che verrà

Perché sbagliano i negazionisti del surriscaldamento globale

Sembrano non volersi arrendere. Nonostante le schiaccianti prove scientifiche contro di loro, i negazionisti — i quali vorrebbero farci credere che il cambiamento climatico non sia prodotto dall'uomo — continuano a insistere che la situazione di emergenza globale è "la più grande mistificazione mai perpetrata", solo per citare il repubblicano James Inhofe, senatore dell'Oklahoma, uno Stato notoriamente ricco di petrolio. Può sembrare un pazzo, ma assieme ai negazionisti a lui vicini ha di recente ottenuto una grande visibilità politica. Accusano gli scienziati di aver falsificato dati, represso il dissenso ed esagerato la minaccia che incombe sull'umanità. Questo gruppo di dissidenti ha conquistato le prime pagine di tutto il mondo, specialmente in America. Nel frattempo il gelo che a dicembre ha stretto gran parte dell'Europa e dell'America, ha portato alcuni a pensare che, forse, i negazionisti hanno una qualche ragione. Dopo tutto, se il mutamento climatico sta riscaldando il pianeta, perché lo scorso dicembre è stato così freddo?

Prima di rispondere a tali domande, un po' di storia: gli attacchi alla scienza climatica non rappresentano nulla di nuovo. Per circa un ventennio una piccola ma consolidata minoranza ha affermato che il surriscaldamento globale è una menzogna raccontata per finalità politiche. Tale argomentazione è stata portata avanti prima di tutto dal portavoce della Coalizione per il clima globale. Creata e fondata da compagnie energetiche ed automobilistiche, la Coalizione ha speso milioni di dollari negli anni Novanta per una campagna di disinformazione che riporta alla mente gli sforzi delle multinazionali del tabacco, volti a negare che fumare provoca il cancro. L'obiettivo era "riposizionare il surriscaldamento globale nel campo delle teorie, non dei fatti", secondo un promemoria che il giornalista Ross Gelbspan ha pubblicato nel suo libro del 1997 dal titolo 'The Heat Is On' ('Clima Rovente', Baldini & Castoldi). Nonostante tali rivelazioni, i negazionisti hanno avuto un'influenza considerevole nel dibattito pubblico. Assistiti dall'ingenuità e credulità dei media, essi hanno trasformato il pericolo globale in una disputa politica, millantando una presunta cospirazione tramata dall'allora vice presidente Al Gore e altri 'liberali'. Non importa che l'Accademia Scientifica Nazionale del governo degli Stati Uniti abbia ripetutamente sostenuto che la minaccia globale prodotta dall'uomo sia inequivocabile e che rappresenti un serio pericolo. Non importa che, prima del meeting dello scorso luglio in Italia, le accademie scientifiche di ciascuna delle otto potenze presenti abbiano avvertito che "il cambiamento climatico sta avvenendo più velocemente di quanto previsto" e abbiano chiamato "il bisogno di agire urgente e indiscutibile". Non importa che la maggior parte dei leader politici di sinistra europei accettino la scienza e supportino l'azione.

I negazionisti sono fedeli alla causa: le loro menti sono decise e l'evidenza dei fatti non riuscirà a convincerli. Si pensi al periodo di freddo intenso registrato a dicembre. Far riferimento ad alcune settimane di gelo, su una piccola porzione di superficie terrestre, e prenderle come prova inconfutabile a discapito della minaccia climatica globale, rivela quanto poco i negazionisti comprendano la scienza climatica.

Nel frattempo, la Nasa ha annunciato che il 2009 è stato il secondo anno più mite registrato finora, e la decade dal 2000 al 2009 la più calda. I negazionisti scelgono accuratamente le informazioni da diffondere: lo scorso novembre hanno annunciato che e-mail infette avrebbero dimostrato che gli scienziati all'Università di East Anglia, in Inghilterra, si sono coalizzati per eliminare e falsificare dei dati. L'Associated Press, un'organizzazione per nulla di sinistra, si è presa l'onere di leggere ognuna delle e-mail infette, circa 1,1 milioni. Si è scoperto che alcuni scienziati, in e-mail private, hanno affermato cose sgradevoli riguardo i negazionisti — e ciò non è per nulla sorprendente, viste tutte le cose sgradevoli che i negazionisti hanno detto su di loro. Ma l'Associated Press non ha trovato prova di frode.

La scienza climatica non è perfetta. Il Gruppo intergovernativo sul mutamento climatico ha ammesso di aver commesso un errore nel dichiarare, nel suo Quarto Rapporto, che i ghiacciai dell'Himalaya potrebbero sciogliersi entro il 2035. Il Gruppo sta ora riesaminando i propri dati, anche se sottolinea che l'errore non mina i risultati a più ampio spettro: la maggior parte del ghiaccio del pianeta si sta sciogliendo rapidamente. Il fatto è che gli scienziati hanno a lungo sottovalutato la portata del mutamento climatico.

traduzione di Valeria Dani
(11 febbraio 2010)