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Chi specula sul clima

I negazionisti del cambiamento climatico sfruttano i sondaggi in modo ingannevole

Guardatevi bene dai sondaggi di opinione e da quanti li richiamano. Mark Twain una volta ha detto una cosa meravigliosa e cioè che ci sono tre tipi di bugie: le bugie, le bugie dannate e le statistiche. A queste avrebbe potuto facilmente aggiungere i sondaggi. Molto spesso i sostenitori dei politici e i media usano i sondaggi per 'provare' che l'opinione pubblica ha un certo punto di vista, anche quando la verità è molto pià complessa se non addirittura all'opposto.

Quando ero un giovane reporter a Washington mi occupavo dei sondaggi della Casa Bianca di Reagan appositamente creati per raggirare i media e il Partito Democratico. I consiglieri di Reagan citavano di continuo sondaggi che dimostravano quanto il presidente fosse popolare tra il pubblico americano e il rischio politico che si stavano assumendo quanti lo criticavano. La verità era meno lusinghiera. Certo, molti americani stimavano Reagan come persona, ma questo è valso per quasi tutti i presidenti degli Stati Uniti. Se però si chiedeva della politica di Reagan, erano molti gli americani scontenti della sua politica economica a cascata. Le nuove organizzazioni e i Democratici al congresso cascarono nella trappola della Casa Bianca battendo in ritirata. Così, per gran parte del suo mandato presidenziale, Reagan riuscì ad evitare critiche importanti da parte del partito all'opposizione e della stampa.

Oggi una lettura altrettanto sbagliata dei sondaggi sta facendo il gioco di quanti negano la mano dell'uomo sui cambiamenti climatici. Negli ultimi mesi, grazie al forte interesse dei media per la storia delle e-mail rubate ad unità di ricerca britannica e ad un paio di errori banali apparsi nel quarto Rapporto di valutazione del Comitato intergovernativo sul cambiamento climatico, la campagna negazionista ha raggiunto livelli molto elevati. I sondaggi Gallup e quelli di altre importanti organizzazioni sono ora mostrati come indicatori di questo tipo di propensione da parte dell'opinione pubblica. I sondaggi Gallup, pubblicati a marzo e pubblicizzati a livello internazionale dalla Reuters, sostengono che al momento il 48 per cento degli americani ritiene esagerata la paura legata al cambiamento climatico.

Questo ha fatto si che gli esperti di tutte e due le correnti si siano convinti che il sostegno pubblico all'azione in favore del clima sia in calo e che il presidente Obama troverà ancora pià difficile fare approvare un progetto di legge forte. Ma se si va a scavare un po' pià a fondo questa certezza si sbriciola come un vecchio biscotto. Jon Krosnick, professore alla Stanford University, che dal 1995 studia l'opinione degli americani in tema di cambiamento climatico, sostiene che gli americani sono pienamente convinti che la mano dell'uomo sui cambiamenti climatici c'è e che la questione vada affrontata."I media spettacolarizzano questi sondaggi per far sembrare che l'opinione del pubblico sui cambiamenti climatici stia mutando, ma non è così", spiega Krosnick che dopo la diffusione del sondaggio Gallup ha presentato una relazione sul tema alla American Metereological Association. Krosnick è convinto che negli ultimi dieci anni l'atteggiamento degli americani sul clima sia rimasto piuttosto stabile e che nel novembre 2009 - allo stesso tempo in cui i media erano pieni di articoli sulla faccenda delle e-mail rubate - un buon 75 per cento degli americani affermava di credere all'influenza della mano dell'uomo sul cambiamento climatico.

Krosnick, la cui specializzazione accademica è il formulare domande per questionari d'inchiesta, sostiene che ci sono conduttori di sondaggi che ottengono risultati ingannevoli perché nei loro test le persone credono nella scienza del cambiamento climatico piuttosto che al fenomeno del cambiamento climatico. "Ma la maggior parte delle opinioni delle persone non sono basate sulla scienza, ma sulle loro esperienze di vita quotidiana", mi ha spiegato Krosnick. "Quando chiediamo alle persone se secondo loro negli ultimi 100 anni c'è stato un aumento delle temperature, il 75 per cento degli americani che risponde sì è un numero enorme", dice Krosnick. I negazionisti hanno avuto successo nell'aumentare del 66 per cento il numero degli americani che crede che in materia di cambiamento climatico non vi sia accordo fra gli scienziati.

I sondaggi non sempre mentono. Quando condotti con capacità e validamente interpretati, possono fornire un inestimabile quadro di ciò che la gente pensa e del perché. Ma sono pochi i media che riportano i sondaggi seguendo questi criteri. Il risultato è che hanno regalato una vittoria immeritata ai negazionisti del cambiamento climatico, una vittoria che la nostra civiltà non può permettersi.

Guardatevi bene dai sondaggi di opinione e da quanti li richiamano. Mark Twain una volta ha detto una cosa meravigliosa e cioè che ci sono tre tipi di bugie: le bugie, le bugie dannate e le statistiche. A queste avrebbe potuto facilmente aggiungere i sondaggi. Molto spesso i sostenitori dei politici e i media usano i sondaggi per 'provare' che l'opinione pubblica ha un certo punto di vista, anche quando la verità è molto pià complessa se non addirittura all'opposto.

Quando ero un giovane reporter a Washington mi occupavo dei sondaggi della Casa Bianca di Reagan appositamente creati per raggirare i media e il Partito Democratico. I consiglieri di Reagan citavano di continuo sondaggi che dimostravano quanto il presidente fosse popolare tra il pubblico americano e il rischio politico che si stavano assumendo quanti lo criticavano. La verità era meno lusinghiera. Certo, molti americani stimavano Reagan come persona, ma questo è valso per quasi tutti i presidenti degli Stati Uniti. Se però si chiedeva della politica di Reagan, erano molti gli americani scontenti della sua politica economica a cascata. Le nuove organizzazioni e i Democratici al congresso cascarono nella trappola della Casa Bianca battendo in ritirata. Così, per gran parte del suo mandato presidenziale, Reagan riuscì ad evitare critiche importanti da parte del partito all'opposizione e della stampa.

Oggi una lettura altrettanto sbagliata dei sondaggi sta facendo il gioco di quanti negano la mano dell'uomo sui cambiamenti climatici. Negli ultimi mesi, grazie al forte interesse dei media per la storia delle e-mail rubate ad unità di ricerca britannica e ad un paio di errori banali apparsi nel quarto Rapporto di valutazione del Comitato intergovernativo sul cambiamento climatico, la campagna negazionista ha raggiunto livelli molto elevati. I sondaggi Gallup e quelli di altre importanti organizzazioni sono ora mostrati come indicatori di questo tipo di propensione da parte dell'opinione pubblica. I sondaggi Gallup, pubblicati a marzo e pubblicizzati a livello internazionale dalla Reuters, sostengono che al momento il 48 per cento degli americani ritiene esagerata la paura legata al cambiamento climatico.

Questo ha fatto si che gli esperti di tutte e due le correnti si siano convinti che il sostegno pubblico all'azione in favore del clima sia in calo e che il presidente Obama troverà ancora pià difficile fare approvare un progetto di legge forte. Ma se si va a scavare un po' pià a fondo questa certezza si sbriciola come un vecchio biscotto. Jon Krosnick, professore alla Stanford University, che dal 1995 studia l'opinione degli americani in tema di cambiamento climatico, sostiene che gli americani sono pienamente convinti che la mano dell'uomo sui cambiamenti climatici c'è e che la questione vada affrontata."I media spettacolarizzano questi sondaggi per far sembrare che l'opinione del pubblico sui cambiamenti climatici stia mutando, ma non è così", spiega Krosnick che dopo la diffusione del sondaggio Gallup ha presentato una relazione sul tema alla American Metereological Association. Krosnick è convinto che negli ultimi dieci anni l'atteggiamento degli americani sul clima sia rimasto piuttosto stabile e che nel novembre 2009 - allo stesso tempo in cui i media erano pieni di articoli sulla faccenda delle e-mail rubate - un buon 75 per cento degli americani affermava di credere all'influenza della mano dell'uomo sul cambiamento climatico.

Krosnick, la cui specializzazione accademica è il formulare domande per questionari d'inchiesta, sostiene che ci sono conduttori di sondaggi che ottengono risultati ingannevoli perché nei loro test le persone credono nella scienza del cambiamento climatico piuttosto che al fenomeno del cambiamento climatico. "Ma la maggior parte delle opinioni delle persone non sono basate sulla scienza, ma sulle loro esperienze di vita quotidiana", mi ha spiegato Krosnick. "Quando chiediamo alle persone se secondo loro negli ultimi 100 anni c'è stato un aumento delle temperature, il 75 per cento degli americani che risponde sì è un numero enorme", dice Krosnick. I negazionisti hanno avuto successo nell'aumentare del 66 per cento il numero degli americani che crede che in materia di cambiamento climatico non vi sia accordo fra gli scienziati.

I sondaggi non sempre mentono. Quando condotti con capacità e validamente interpretati, possono fornire un inestimabile quadro di ciò che la gente pensa e del perché. Ma sono pochi i media che riportano i sondaggi seguendo questi criteri. Il risultato è che hanno regalato una vittoria immeritata ai negazionisti del cambiamento climatico, una vittoria che la nostra civiltà non può permettersi.